Biologo Nutrizionista
Fibra alimentare Con   il   termine   di   fibra   alimentare   si   intende   una   classe   di   sostanze   presenti   nella   dieta   umana,   di origine   vegetale,   non   digeribili   dagli   enzimi   dell’apparato   digerente   dell’uomo.   Ovviamente   una sostanza   vegetale   può   essere   non   digeribile   per   l’uomo   ma   digeribile   per   un   altro   mammifero,   e viceversa.   Non   essendo   digerite,   le   fibre   non   vengono   assorbite   e   quindi   non apportano   energia. Inoltre,   proprio   perché   non   digerite,   esse   raggiungono   immodificate   il   colon,   dove   possono essere   sottoposte   a   fermentazione   più   o   meno   ampia   da   parte   della   flora   batterica   presente   in questo    tratto    dell’intestino.    Se    le    fibre    sono    fermentabili,    si generano       all’interno       del       colon       sostanze       gassose, prevalentemente   metano,   anidride   carbonica   e   sostanze   volatili aromatiche. E’   la   formazione   di   questi   gas   che   induce   il   meteorismo   dopo assunzione      di      alimenti      particolarmente      ricchi      di      fibra fermentabile,   come   i   legumi,   la   frutta   acerba   o   alcune   verdure (cavoli,   verza   etc).   Le   fibre   soggette   a   fermentazione   sono   dette solubili,    mentre    quelle    non    soggette    a    fermentazione    sono definite insolubili.
Le   fibre   solubili,   durante   i   processi   di   degradazione   batterica,   formano   un’amalgama   gelatinoso nel   quale   vengono   imbrigliati   sia   i   lipidi   che   alcuni   glucidi   complessi,   interferendo   con   il   loro assorbimento.   La   formazione   di   questo   amalgama,   intrappolando   lipidi   e   glucidi   complessi,   ne riduce   l’assorbimento.   Ciò   spiega   la   ragione   per   cui   le   diete   con   elevate   concentrazioni   di   fibre solubili   (pectina,   galattomannano   e   gomme)   tendono   a   ridurre   i   livelli   di   trigliceridi   e   colesterolo nel   sangue.   La   formazione   dell’amalgama   gelatinoso   rallenta   il   transito   intestinale   e   quindi, diversamente da quanto si crede, la fibra solubile non aiuta lo svuotamento intestinale (stipsi). Per   contro,   le   fibre   non   sottoposte   a   degradazione   (non   solubili),   accelerano   il   transito   intestinale perché   trattengono   elevate   quantità   di   acqua,   aumentando   il   volume   delle   feci,   che   diventano   più morbide e voluminose. È la fibra insolubile (cellulosa, emicellulosa e lignina). L’Organizzazione   Mondiale   della   Sanità   suggerisce   che   nella   dieta   di   un   soggetto   sano   siano presenti    almeno    10    g    di    fibra    totale    (solubile    più    insolubile)    ogni    1.000    kcal    assunte. Conseguentemente,   in   una   dieta   da   2.000   kcal   giornaliere   devono   essere   presenti   almeno   20   g di   fibra.   Purtroppo,   i   processi   industriali   di   preparazione   delle   farine   tendono   ad   eliminare   la componente   fibrosa   dei   cerali,   sicché   il   contenuto   in   fibra   della   dieta   occidentale   si   è   ridotto sensibilmente negli ultimi 50 anni.
Classificazione e provenienza della fibra alimentare utilizzata nella dieta umana. 	Tipo/Fonte	Effetti Non solubile	Cellulosa: presente nella crusca	Accelera il   	dei cereali (20-30%) e nella buccia 	transito intestinale 	di alcuni frutti (5-10%) 	Emicellulosa: fibre dei cereali 	Accelera il  	(50-65%), della frutta e dei 	transito intestinale 	vegetali 	Lignina: presente nelle 	Accelera il transito 	fibre vegetali (10-15%) 	intestinale e lega i sali biliari  Solubile	Pectine: presenti nella frutta 	Rallentano il tempo di transito 	in misura cospicua (20-40%)	 intestinale e legano ioni e  		sali biliari; rallentano 		l’assorbimento di glucosio 		e colesterolo 	Gomme e Mucillagini: presenti 	Rallentano il tempo di transito 	prevalentemente nelle leguminacee	intestinale e legano ioni e  		sali biliari; rallentano  		l’assorbimento di glucosio  		e colesterolo 	Galattomannani: polisaccaridi di 	Rallentano il tempo di transito 	riserva nei legumi	intestinale e legano ioni e  		sali biliari; rallentano 		l’assorbimento di glucosio  		e colesterolo   Fonte: Iannella P. Editor: Principi di Obesiologia. ©2014 Pharma Project Group Edizioni Scientifiche.
L’elevata   incidenza   di   stipsi   e   malattie   associate   (diverticolosi   del   colon,   emorroidi,   etc)   è   dovuta al   ridotto   consumo   di   verdure   grezze   ed   all’impiego   di   derivati   cerealicoli   troppo   raffinati.   Negli ultimi   anni   è   stata   riconosciuta   l’importanza   fisiologica   della   fibra,   ed   oggi   numerosi   produttori utilizzano    volutamente    farine    poco    lavorate    (o    aggiungono    separatamente    crusca)    per aumentare il tenore di fibra di alcuni alimenti.
Studio di Nutrizione
Dr. Paride IANNELLA
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